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venerdì 11 febbraio 2022

INFRASTRUTTURE SOSTENIBILI

sabato 16 maggio 2015

Sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro: la notifica preliminare, uno strumento di analisi del territorio e di indirizzo verso la programmazione dell'attività di prevenzione nel territorio di giurisdizione.

A cura di A. Di Mulo

Abstract

La tematica sicurezza sta assumendo un ruolo trainante nell’economia di un territorio sia in termini di incrementata volontà del paese a salvaguardare la salute dei lavoratori, sia per quanto riguarda gli sbocchi occupazionali, sia per la verifica di ciò che è il sistema degli appalti pubblici-privati. L’obiettivo del presente lavoro è stato quello di evidenziare le potenzialità della notifica preliminare come strumento di analisi e di programmazione partendo da una realtà relativamente piccola come quella ragusana, e cercando di indicare qualche miglioramento di principio al D.lgs 81/08 evidenziandone eventuali criticità riscontrate dall’applicazione nel contesto territoriale studiato ma estendibile facilmente. Il presente lavoro è stato condotto osservando ed elaborando i dati relativi alla cronostoria delle notifiche preliminari, interventi di vigilanza, nel territorio provinciale. L’analisi poliannuale dei dati sotto forma di indicatori correlati fa evincere suggerimenti utilizzabili per gli strumenti di programmazione delle attività di vigilanza e di riverifica normativa. Infine si sono presentate delle idee di supporto al miglioramento delle attività di sensibilizzazione e prevenzione credendo necessaria la notifica preliminare per tutte le tipologie di cantieri e per tutti i luoghi di lavoro rappresentando di fatto, con qualche integrazione ai contenuti minimi, uno strumento di analisi tecnico-economica-sociale di un territorio.

PS: Articolo completo accettato (78°simlii) , non pubblicato per mancanza di fondi.

mercoledì 23 ottobre 2013

L'ingegneria forense: principi, strumenti e utilità per conoscerla ed esercitare la disciplina


Alberto Di Mulo



Il momento storico attuale appartiene sicuramente ad uno dei più farraginosi periodi di passaggio ed è, probabilmente, paragonabile alla rivoluzione industriale dei primi del novecento, ma in questo caso, si parla di rivoluzione digitale così come voluto anche dal Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD). In tutto ciò, il sistema va a scontrarsi tra una politica progressista e una politica conservatrice. Di fatto, una parte dei tecnici e operatori pubblici inconsciamente percepisce il concetto che maggiore tecnologia equivale a meno necessità di manodopera, meno necessità di “esperienza”, riduzione del compenso professionale e rimescolamento e ripensamento delle professioni tutte. L'altra parte, ovviamente quella che a livello generazionale si colloca nella "classe dirigente sostenibile" di oggi e di domani, vede nell'innovazione tecnologica una possibilità in più di opportunità di lavoro perché ritiene che sia l'unico modo per scardinare e semplificare il processo burocratico inteso il più delle volte come “ammortizzatore politico sociale-strumento fiscale” e arricchimento ingiusto di funzionari direttivi, molti dei quali probabilmente poco utili alla collettività.
Tutto ciò, in questi ultimi anni, ci ha fatto assistere ad un proliferare di norme che il singolo utente-professionista sconosce e porta ironicamente a classificare la maggior parte delle stesse con l'acronimo Regole Italiane Tranquillamente Ignorate (R.I.T.I.).
Volendo estremizzare il concetto, i R.I.T.I. si trasformano in norme durante un contenzioso. Proprio per questo, in queste brevi righe, si sono volute esplicitare alcune riflessioni personali percepite da un'osservazione del sistema Italia.

Motivazioni di carattere generale


Le motivazioni che portano a ritardi nell'ideazione, nella realizzazione e nella gestione di infrastrutture, di opere di bonifica ambientale, realizzazione di impianti, ecc., la cui gran parte della progettazione e gestione consiste proprio in un'applicazione di norme a cascata, sono da ricercarsi in un non ben definito processo amministrativo e di contenziosi che il più delle volte si alimentano di interpretazioni e visioni ideologiche politiche (principi di destra-sinistra) che possono capovolgere il risultato del giudizio da un opposto all'altro opposto.
Quest'incertezza del diritto, fa nascere la necessità per tutte le professioni, di una maggiore conoscenza giuridica e di impostazione dei problemi a monte del contenzioso stesso. Pertanto, in questo contesto, si ritiene opportuno per il bene del paese, creare delle banche dati con modelli (contratti di fornitura, disciplinari di incarico, atti notarili, trascrizioni, ecc.) pre-impostati da un'autorità di garanzia generale, a favore del singolo utente-professionista, che ne verifichi la correttezza legale e ne blindi l'impugnabilità.

L'ausiliario del giudice: il consulente tecnico forense

L'ingegneria forense trova nell'ausiliario del giudice la sua massima espressione. Infatti, nelle operazioni peritali ogni volta che si manifesta la necessità di acquisire conoscenze specifiche per esprimere un giudizio finalizzato a risolvere una controversia, il giudice può farsi assistere da uno o più consulenti “tecnici forensi” in possesso di particolari competenze tecnico -scientifiche coerenti con l'oggetto del giudizio.
La scelta del consulente tecnico d'ufficio (CTU), ricade su esperti e trattandosi di ausiliari del magistrato/giudice, l'incarico è fiduciario tra una lista di nomi iscritti nell'albo del tribunale e anche tra esperti non compresi nell'albo a patto che se ne motivi il ricorso anche sinteticamente (formula “noto all'ufficio”).
Il tecnico effettua il giuramento di rito seguente: “Giura di bene e fedelmente adempiere le funzioni affidategli al solo scopo di far conoscere al giudice la verità”. Per approfondimenti si rimanda a manuali specifici.

Alcuni strumenti di carattere tecnico legale: i campi di applicazione

Di seguito si riportano alcuni strumenti base a cui qualunque professionista può fare riferimento per l'approfondimento delle operazioni peritali con approcci multidisciplinari.

I campi di applicazione dell'ingegneria forense spaziano tra tutte quelle discipline in cui “dato un danno accertato, occorre ricercarne e stimarne le cause e quantificarne il ripristino” considerando in questo processo il ruolo che ha avuto l'attività di prevenzione e previsione. Quindi, gli illeciti ambientali, i dissesti, crolli, cause di inquinamenti e rischi sanitari-alimentari, illeciti edilizi, analisi dell'operato delle figure professionali, contabilità e verifica della conformità delle opere al capitolato, controversie condominiali, controversie in ambito di confini, ricostruzione dinamica sinistri stradali, responsabilità professionali in tema di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e nei cantieri, incendi, esecuzioni immobiliari, ricostruzione consumi energetici, rispondenza della prestazione professionale al contratto stipulato, fallimenti, filtraggio e riconoscimento vocale, contraffazione e nullità di brevetti, malfunzionamenti di macchine, e quanto rientra nel concetto prima descritto danno-causa-quantificazione-ruolo prevenzione/previsione.

Conclusioni

In conclusione, con il presente lavoro di riflessione si sono volute delineare le problematiche giuridiche che possono interessare l'ingegnere forense in un ambito, quello del mediterraneo ed europeo a larga scala, in cui c'è tanto da riformare se il processo di sviluppo vuole essere governato con certezza nei tempi.
Inoltre, definire dei protocolli di intesa che standardizzino le procedure sovraordinate alla possibilità di azione legale che riducano il fattore umano, con tutto che ciò comporta, può essere una strada da seguire essendo consci che occorre ripensare il mondo delle professioni e delle professionalità in funzione delle nuove tecnologie, ridefinire il concetto di lavoro e il concetto di retribuzione/compenso.
La figura che può dare un supporto per uno sviluppo coordinato e coeso è proprio l'ingegnere forense i cui campi di azione partono dal nesso causa-effetto intercalato nel contesto in cui avviene il reato/danno e facendo anche riferimento alla crono-storia reale delle parti.


Sitografia forense in continuo aggiornamento-integrazione

Principi e nuovo sistema del diritto penale e del diritto amministrativo (Diritto e Scienza)

Diritto e tecnologia dell'informazione - norme e documenti (diritto d'autore, protezione dati personali, firma digitale, regole di internet, ecc..)

AGENZIA PER L'ITALIA DIGITALE - Identità digitale SPID per fruire dei servizi pubbliche amministrazioni Dove si può utilizzare SPID

Il MOTORE DELL'AMMINISTRAZIONE DIGITALE

BANCHE DATI GIURIDICHE

Banca dati tecnico-giuridica CNI

GUIDA ALLA DOTTRINA GIURIDICA IN RETE (MOTORI DI RICERCA)


Principali motori giuridici e utilità per i consulenti:

Biblioteca Centrale Giuridica

Fonti: Codici, Leggi, Testi Unici.

MOTORE DI RICERCA GIURIDICO 1 (IUSSEARCH) - IUSSIT Sito di Informazione Giuridica

MOTORE DI RICERCA GIURIDICO 2 (SCIRELEGGES)


MOTORE DI RICERCA GIURIDICO 3 (CICERONE)

SENTENZE WEB-Consiglio di stato, Cassazione civile, Cassazione pensale, TAR

Motore di ricerca (Ricerca giuridica)

SSM: Scuola superiore della magistratura - Organizzazione Magistratura Italo-Europea

Gazzetta amministrativa della repubblica italiana: Servizi gratuiti per la P.A. e per i cittadini

Quotidiano giuridico - Rivista giuridica

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE - Archivio sentenze della corte suprema di cassazione consultabile (2009-2014)

Corte dei conti: Banca dati delle sentenze, banca dati controllo enti, e catalogo biblioteca

CONSIGLIO DI STATO:TRIBUNALI AMMINISTRATIVI REGIONALI - TRIBUNALI AMMINISTRATIVI REGIONALI - Consiglio Giustizia Amministrativa

Corte costituzionale - open data

PARLAMENTO ITALIANO

GIUDICE DI PACE - Ricorsi on-line (opposizione a sanzione amministrativa-decreto ingiuntivo) - Albi GP-software

Servizi Telematici per le professioni tecniche (Banche dati ufficiali delle Camere di Commercio, Visure societarie,informazioni su persone,Bilanci e atti,ecc..)  

Alcune note essenziali

Regolamenti e linee guida contratti-ANAC

Iscrizione nel Registro Generale degli Indirizzi Elettronici (ReGindE) - Guida all'iscrizione

PROCESSO CIVILE TELEMATICO RASSEGNA TEMATICA DELLA GIURISPRUDENZA DI LEGITTIMITA'

DECRETO LEGISLATIVO 7 marzo 2005, n. 82 Codice dell'amministrazione digitale DECRETO LEGISLATIVO 26 agosto 2016, n. 179 Modifiche ed integrazioni al Codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, ai sensi dell'articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche.

Sulle notificazioni telematiche - Sentenza sulla notifica via pec richiesta dopo le 21 che si perfeziona alle 7 del giorno dopo (pertanto non valida per il giorno in scadenza)

Sentenza breve 167/2018 - SUFFICIENTE PEC SENZA FIRMA DIGITALE

Notifica nulla se eseguita presso la cancelleria anzichè alla Pec del destinatario Cassazione Civile, sez. VI-3, ordinanza 14/12/2017 n° 30139

Esempio di portale del CTU Esempi e testi sommari relativi a microspie, intercettazioni, analisi tabulati, indagini cause antincendio,ecc.. - Diritto di difesa CTP- Cassazione del 3.5.2018 n. 10511

Procedure- portale informativo delle procedure esecutive ed immobiliari - Portale delle procedure esecutive immobiliari- Genius Processo civile telematico - Asta legale.net 

LINEE GUIDA PER LA VALUTAZIONE DEGLI IMMOBILI A GARANZIA DEI CREDITI INESIGIBILII. Gennaio 2018. - Aggiornamento 30 Novembre 2018
CONSULTAZIONE VALORI IMMOBILIARI DICHIARATI.Novembre 2020.

 PCT Processo Civile Telematico -Software generali per il Processo Civile Telematico -   Guida Pratica al Processo Telematico - Guida al processo telematico CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE -   Processo telematico test esterni - Strumenti per la redazione atti gratuito - Deposito atti tramite PEC DECRETO LEGISLATIVO 7 marzo 2005, n. 82 -Codice dell'amministrazione digitale Modificazioni e Integrazioni - Decreto 28 Dicembre 2015

PROCESSO TRIBUTARIO TELEMATICO (PTT) - SIGIT - DECRETO 4 agosto 2015 Specifiche tecniche previste dall'articolo 3, comma 3, del regolamento recante la disciplina dell'uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario in attuazione delle disposizioni contenute nell'articolo 39, comma 8, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. 

LEGGE 27 gennaio 2012, n. 3 Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonche' di composizione delle crisi da sovraindebitamento.

[ LEGGE 7 agosto 1990, n. 241 Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.

DECRETO LEGISLATIVO 25 maggio 2016, n. 97 Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicita' e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai sensi dell'articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche.

DECRETO LEGISLATIVO 14 marzo 2013, n. 33 Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicita', trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 12 aprile 2006, n. 184 Regolamento recante disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi
]
Legge 8 Luglio 1980 n. 319. Compensi spettanti ai periti, ai consulenti tecnici, interpreti e traduttori per le operazioni eseguite a richiesta dell'autorita' giudiziaria

LEGGE 24 novembre 1981, n. 689 - Sanzioni amministrative, funzioni e atti delle autorità

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 27 luglio 1988, n. 352 Adeguamento dei compensi spettanti ai periti, consulenti tecnici, interpreti e traduttori per le operazioni eseguite su disposizione dell'autorita' giudiziaria in materia civile e penale

DPR 30 maggio 2002, n. 115 - Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia

DECRETO 20 luglio 2012, n. 140 Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni regolarmente vigilate dal Ministero della giustizia, ai sensi dell'articolo 9 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. 

DECRETO 2 agosto 2013, n. 106 Regolamento recante integrazioni e modificazioni al decreto del Ministro della giustizia 20 luglio 2012, n. 140, concernente la determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni regolamentate vigilate dal Ministero della giustizia, ai sensi dell'articolo 9 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. (13G00149) (GU Serie Generale n.223 del 23-09-2013)

DECRETO 10 marzo 2014, n. 55 Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense, ai sensi dell'articolo 13, comma 6, della legge 31 dicembre 2012, n. 247.

Decreto 15 Ottobre 2015 n. 227 - in vigore dal 10 Marzo 2016 - Compensi CTU 169-bis e 179-bis delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile

DECRETO 17 giugno 2016 Approvazione delle tabelle dei corrispettivi commisurati al livello qualitativo delle prestazioni di progettazione adottato ai sensi dell'articolo 24, comma 8, del decreto legislativo n. 50 del 2016.

DOCUMENTO CNI- CONSIDERAZIONI SULLA NORMATIVA VIGENTE IN TEMA DI ONORARI, INDENNITÀ E SPESE DEI PERITI E DEI C.T.U. IN AMBITO PENALE E CIVILE
Sulla contrattualistica - Disciplinari – tipo e mansionari per le prestazioni professionali dell’Ingegnere
LEGGE 4 agosto 2017, n. 124 Legge annuale per il mercato e la concorrenza.

Regolamento recante determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara nelle procedure di affidamento di contratti pubblici dei servizi relativi all'architettura ed all'ingegneria - DECRETO 31 ottobre 2013, n. 143

FATTURA ELETTRONICA PER LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI - INDICE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

POSSIBILI TIPOLOGIE DI REATO PER I CONSULENTI TECNICI FORENSI (CTF) -REATO DI FALSA PERIZIA O INTERPRETAZIONE - DEI DELITTI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - RESPONSABILITA' PROFESSIONALE CTF IN CASO DI DICHIARAZIONE NON RISPONDENTE AL VERO (Caso dichiarazione immobile dichiarato libero da vincoli) -Regolarità immobiliare da verificare - Il reato di Omissione - Delitti contro la Pubblica amministrazione  - SUL CONCORSO ESTERNO - Sentenze Contributo formazione dei magistrati nelle indagini - Il negozio giuridico e l'autonomia-elementi essenziali - sull'influenza del consulente -il decreto ingiuntivo - Normative anagrafe - Disposizioni in materia di inconferibilita' e incompatibilita' di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico

DECRETO LEGISLATIVO 20 febbraio 2006, n. 106. Disposizioni in materia di riorganizzazione dell'ufficio del pubblico ministero, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera d), della legge 25 luglio 2005, n. 150
GESTIONE DEI BENI COMUNI - FONDO PATRIMONIALE E TUTELA DELLE RAGIONI DEI CREDITORI 
Decreto legge 59/2016 - disposizioni materia di procedure esecutive e giudiziarie 
DECRETO-LEGGE 27 giugno 2015, n. 83. Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell'amministrazione giudiziaria.
Check list delle attività da compiere per il pignoramento Principali riferimenti normativi in materia di beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata 
Linee guida in materia di amministrazione giudiziaria dei beni sequestrati e confiscati

DECRETO-LEGGE 4 ottobre 2018, n. 113 Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, pubblica, nonche' misure per la funzionalita' del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita' organizzata.

GESTIONE DEI BENI COMUNI - GUIDA PER IL CITTADINO (Patti di famiglia,Acquisto all'asta,donazioni consapevoli,successioni tutelati,Acquisto certificato)

Portale amministrazione dei beni condominiali (CONDOMINIO.IT)

Registro Imprese - Consultazione dati

Legge per tutti - ricerca per categoria news e sentenze specifiche

SULL'ACCERTAMENTO DEL DANNO PSICHICO E DA PREGIUDIZIO ESISTENZIALE - SULLA QUANTIFICAZIONE DEL DANNO - QUANTIFICAZIONE DANNO BIOLOGICO - sul lavaggio del cervello

SULLA GESTIONE FISCALE DEI BENI MOBILI E IMMOBILI - 
FUNZIONI E COMPITI DEL CUSTODE GIUDIZIARIO DI BENI IMMOBILI PIGNORATI REGIONE SICILIA 
LEGGE 20 novembre 2008, n. 15 Misure di contrasto alla criminalita' organizzata. es: agevolazione per la fruizione dei beni confiscati
LEGGE 13 agosto 2010, n. 136 Piano straordinario contro le mafie, nonche' delega al Governo in materia di normativa antimafia. (flussi finanziari, azioni sotto copertura, agente provocatore, ecc)

Portale dei Creditori fornisce informazioni sulle procedure concorsuali a beneficio dei Creditori e dei Curatori   PCT - Portale dei creditori - PCT Leggi e regolamenti (legge fallimenti)

LINEE GUIDA CSM SULLE ESPROPRIAZIONI IMMOBILIARI-FAC SIMILE DI ORDINANZA E COMPITI

Elenco nazionale immobili confiscati alla criminalità organizzata

Espropriazione immobiliare: la check list per la custodia dell'immobil

Sull'individuazione e la demolizione di immobili abusivi (MANUALE LEGAMBIENTE) - DECRETO-LEGGE 31 maggio 2010, n. 78 art. 19 Aggiornamento catastale  - Reati edilizi e buona fede - Sulle normative ambientali - Rivista tecnico-giuridica urbanistica italiana - Appalti e riserve - LEGGE 22 maggio 2015, n. 68 Disposizioni in materia di delitti contro l'ambiente

DECRETO LEGISLATIVO 25 novembre 2016, n. 222 - Agibilità degli immobili mediante autocerficazione tecnica

DECRETO 7 marzo 2018, n. 49 Regolamento recante: «Approvazione delle linee guida sulle modalita' di svolgimento delle funzioni del direttore dei lavori e del direttore dell'esecuzione

Manuale antiriciclaggio D.lgs 231/2007 

DECRETO LEGISLATIVO 14 marzo 2013, n. 33 Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicita', trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni.

DECRETO LEGISLATIVO 30 marzo 2001, n. 165. Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche (l'attività di CTU nelle PA non è soggetto ad autorizzazione art. 53)

D.lgs 81/08 versione Maggio 2017
D.lgs 81/08 versione Novembre 2020
Aggiornamenti commentati Dlgs. 81/2008 Rev. Novembre 2023
Approfondimenti giuridici sicurezza - Punto sicuro -
Quotidiano sicurezza 
es: Osservatorio normativo sulle sicurezza sul lavoro

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 ottobre 2001, n. 462 Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi.

DECRETO 28 marzo 2018, n. 69 Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di conglomerato bituminoso ai sensi dell'articolo 184-ter, comma 2 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152

DECRETO LEGISLATIVO 16 giugno 2017, n. 106 Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 305/2011, che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e che abroga la direttiva 89/106/CEE.

Testo Unico in materia edilizia 380/2001 - LEGGE 10 agosto 2016, n. 16. Recepimento del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia approvato con DPR 6 giugno 2001,n.380
Regolamento edilizio-tipo di cui all'articolo 4, comma 1-sexies del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380
Ex Codice appalti pubblici D.lgs 163/06
Ex Regolamento attuativo DPR 207/2010 del Codice dei Contratti
Nuovo codice appalti D.lgs 50/2016 -rettificato Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. (17G00078) (GU Serie Generale n.103 del 5-5-2017 - Suppl. Ordinario n. 22)
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI DECRETO 7 marzo 2018, n. 49 Regolamento recante: «Approvazione delle linee guida sulle modalita' di svolgimento delle funzioni del direttore dei lavori e del direttore dell'esecuzione». (18G00074) (GU Serie Generale n.111 del 15-05-2018)
DECRETO LEGISLATIVO 31 marzo 2023, n. 36 Ripubblicazione del testo del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, recante: «Codice dei contratti pubblici in attuazione dell'articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici.», corredato delle relative note. (Decreto legislativo pubblicato nel Supplemento ordinario n. 12/L alla Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 77 del 31 marzo 2023). (23A02179) (GU Serie Generale n.87 del 13-04-2023 - Suppl. Ordinario n. 14)
Legge regione siciliana 8/2016 -recepimento codice dei contratti
Determina ANAC 4/2015 Linee guida per gli affidamenti incarichi
D.lgs 231/2001 - Disciplina della responsabilità amministrativa dell'ente
DECRETO LEGISLATIVO 15 marzo 2017, n. 38 Attuazione della decisione quadro 2003/568/GAI del Consiglio, del 22 luglio 2003, relativa alla lotta contro la corruzione nel settore privato.
DECRETO 17 giugno 2016- Approvazione delle tabelle dei corrispettivi commisurati al livello qualitativo delle prestazioni di progettazione adottato ai sensi dell'articolo 24, comma 8, del decreto legislativo n. 50 del 2016
-221/2015-Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali
  Mercato Elettronico Pubblica Amministrazione (MEPA) Acquisti verdi: Decreto PAN e GPP  124/2015- Delega al governo in materia di governo delle pubbliche amministrazioni - Adozione dei criteri ambientali minimi per gli arredi per interni, per l'edilizia e per i prodotti tessili
DECRETO 23 dicembre 2013 Criteri ambientali minimi per l'acquisto di lampade a scarica ad alta intensita' e moduli led per illuminazione pubblica, per l'acquisto di apparecchi di illuminazione per illuminazione pubblica e per l'affidamento del servizio di progettazione di impianti di illuminazione pubblica - aggiornamento 2013. Sistema dinamico di acquisizione della PA (SDAPA)
SIAE- Normativa diritti d'autore
DPR 227/2011 - Regolamento per la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle imprese
LEGGE 22 maggio 2015, n. 68 Disposizioni in materia di delitti contro l'ambiente.
DECRETO 13 ottobre 2016, n. 264 Regolamento recante criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti.

TU Pubblico impiego - DECRETO LEGISLATIVO 25 maggio 2017, n. 75

Valutazione delle performance dei dipendenti pubblici-DECRETO LEGISLATIVO 25 maggio 2017, n. 74

Costituzione, codici e raccolte legislative (Gazzetta ufficiale)

[
Norme di prevenzione incendi (motore di ricerca generico)

Decreto Legislativo 8 marzo 2006, n. 139 "Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell'articolo 11 della legge 29 luglio 2003, n. 229"

D.P.R. 151-2011. Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi, a norma dell'articolo 49, comma 4-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

DECRETO 8 giugno 2016. APPROVAZIONE DI NORME TECNICHE DI PREVENZIONE INCENDI PER LE ATTIVITA' DI UFFICIO, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.

DECRETO 3 agosto 2015. Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139
- DECRETO 12 aprile 2019 Modifiche al decreto 3 agosto 2015, recante l'approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139. (19A02595) (GU Serie Generale n.95 del 23-04-2019)

DECRETO 22 febbraio 2006. Modalità di reclutamento, nella qualifica iniziale del ruolo degli agenti ed assistenti della Polizia di Stato, riservato ai volontari in ferma prefissata di un anno, ovvero in rafferma annuale in servizio o in congedo.
]

DECRETO LEGISLATIVO 6 settembre 2005, n. 206 Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229

SUI COSTI RELATIVI AGLI INCIDENTI STRADALI

TROJAN DI STATO: DECRETO LEGISLATIVO 29 dicembre 2017, n. 216 Disposizioni in materia di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni, in attuazione della delega di cui all'articolo 1, commi 82, 83 e 84, lettere a), b), c), d) ed e), della legge 23 giugno 2017, n. 103.

Esempi di formulari giuridici  

DECRETO LEGISLATIVO 25 maggio 2017, n. 90 Attuazione della direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attivita' criminose e di finanziamento del terrorismo e recante modifica delle direttive 2005/60/CE e 2006/70/CE e attuazione del regolamento (UE) n. 2015/847 riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi e che abroga il regolamento (CE) n. 1781/2006

DECRETO 4 agosto 2023, n. 109 Regolamento concernente l'individuazione di ulteriori categorie dell'albo dei consulenti tecnici di ufficio e dei settori di specializzazione di ciascuna categoria, l'individuazione dei requisiti per l'iscrizione all'albo, nonche' la formazione, la tenuta e l'aggiornamento dell'elenco nazionale, ai sensi dell'articolo 13, quarto comma, delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie, aggiunto, unitamente all'articolo 24-bis, rispettivamente dall'articolo 4, comma 2, lettere a) e g), del decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 149, e richiamato dagli articoli 15 e 16 delle stesse disposizioni per l'attuazione, come novellati, dallo stesso articolo 4, comma 2, lettera b) nn. 1 e 3, lettera c), nn. 1 e 2. (23G00121) (GU Serie Generale n.187 del 11-08-2023)note: Entrata in vigore del provvedimento: 26/08/2023



Citazione meritoria 


"...Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli.
 E' la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di denaro. Il gusto, l'orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli importi, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.
 Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie e investono tutti i loro capitali per ritrarre spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi". [cit. Luigi Einaudi]


Qualche riflessione

"Anche se in parte utopico, l'obiettivo è creare una società e un sistema burocratico in cui non serve fidarsi". [cit. Alberto Di Mulo]

"Dopo tutto, il solo ruolo della politica è solo ripassare gli aggettivi possessivi, combinarli con gli aggettivi come, quanto, quando, perchè, dove e inserire le negazioni opportune a chi " [cit. Alberto Di Mulo] 

"La legalità e l'illegalità nascono da un unico sentimento: l'ingiustizia percepita" [cit. Alberto Di Mulo] 

venerdì 13 luglio 2012

L’infrastruttura sostenibile: dalla dichiarazione ambientale di prodotto dei materiali da costruzione alla certificazione di qualità delle opere d’arti. Metodologia operativa.


 A. Di Mulo_Pubblicato in Kore PHD Review n°3








La sostenibilità e la qualità sono diventati obiettivi con cui i progettisti e i decisori dovranno confrontarsi durante la pianificazione/progettazione/adeguamento/manutenzione di un’opera più o meno strategica per lo sviluppo di un territorio.
Ingegnerizzare la sostenibilità e la qualità di un’infrastruttura è una problematica per cui la comunità tecnico-scientifica sta cercando di dare risposte quanto più precise e obiettive possibili.
L’approccio che sicuramente va seguito è un “approccio di filera” in quanto sia la sostenibilità che la qualità di un infrastruttura non sono concetti statici e puntuali, quindi riferiti ad un determinato periodo temporale, ma inglobano l’intera vita utile dell’opera d’arte compresi la previsione, prevenzione e la mitigazione dei rischi attesi attraverso la riduzione della vulnerabilità (sismica, idrogeologica, da campi elettromagnetici,amianto,a incendi, ecc.) dove per gli impianti chimici-industriali la questione assume particolare rilevanza.

Quindi le valutazioni preliminari interessano i materiali utilizzati, la fase di realizzazione, la manutenzione e lo smantellamento. Nell’ambito della presente memoria sono state analizzate le metodologie quantitative, nonché dati e modellistica di letteratura, dei possibili impatti attesi nell'intera vita utile dell'opera, all’interno dell’area, ora definita di “influenza ambientale”, dell’infrastruttura puntuale (impianti industriali e di trattamento sanitario ed ambientale, aeroporti, edifici strategici) e lineare (reti di trasporto: infrastrutture viarie, ferroviarie, funicolari, acquedotti, elettrodotti, ecc), dove a seconda dell’entità di tali impatti e dell’uso del suolo circostante possono essere previste “soluzioni progettuali sostenibili” (fotovoltaico, solare, eolico, fitodepurazione, colture di biomassa) previo valutazione dell’inserimento funzionale nel contesto di riferimento considerando che la tutela e la conservazione del paesaggio avviene anche attraverso la tutela delle componenti ambientali di cui esso fa parte.
Quindi perseguire una progettazione sostenibile si traduce in applicare tutto ciò che il mondo scientifico e tecnico mette a disposizione della collettività con "l’obiettivo genesi" di ingegnerizzare l'offerta progettuale combattendo e riducendo il riscaldamento globale (minore emissione di CO2, polveri,ecc), l’acidificazione delle acque e del suolo, i fenomeni di eutrofizzazione, il consumo di risorse biotiche e abiotiche fossili nonché la riduzione del consumo di risorse rinnovabili e non (materie prime, energia ed acqua), la produzione di rifiuti e del potenziale di riciclo o riuso contenuto nel prodotto e infine, ma non per importanza, salvaguardare la vita e la salute delle persone riducendo la vulnerabilità (sismica, sanitaria, idrogeologica, acustica, ecc.) dei manufatti/siti.
Molte volte però queste soluzioni costituiscono una, ora definita, “sostenibilità apparente” dunque si indica una metodologia/approccio da seguire per il calcolo giustificativo alle amministrazioni della soluzione ottimale (sostenibilità ambientale-economico-sociale/finanziaria); viene proposto un elaborato di valenza pari alla relazione tecnica che in maniera congiunta e inclusiva delle considerazioni sul fascicolo dell'opera, sul piano di manutenzione-uso, sulla certificazione energetica, sulla documentazione inerente la sicurezza, sulle tecniche e consuetudini costruttive del luogo certifichi in maniera univoca la sostenibilità delle opere d'arti/interventi di riqualificazione ambientale a diversa scala sia ante (in fase di pianificazione/progettazione) che post opera (in fase di verifica dell'esistente).

Introduzione

Una delle sfide che attende gli operanti del settore tecnico a supporto dei decisori è perseguire una progettazione basata sull’analisi del ciclo di vita finalizzata ad una progettazione che rispetti i requisiti di sostenibilità ambientale, economico e sociale. Tale progettazione è basata sul computo dell’impatto equivalente, dell’infrastruttura o dell’intervento di riqualificazione ambientale e funzionale, dalla culla alla tomba.

Tali fasi sono riconducibili a quella di produzione dei materiali (o prodotti il cui termine include i servizi) compresa l’estrazione e le lavorazioni delle materie prime, la fase di costruzione in cui si considera il trasporto dei materiali (o prodotti) dal luogo di produzione al cantiere e le attività per la messa in opera e la realizzazione dell’infrastruttura, e il fine vita che ingloba il trasporto dal cantiere all’impianto di trattamento dove i materiali o prodotti vengono trattati per poter essere riciclati , riusati o condotti in discarica.

Quindi, hanno questo stesso principio ispiratore il Life Cycle Assessment (LCA), il Life Cycle Costing (LCC), il ciclo di vita media (LCS). Risulta doveroso chiarire da subito che, non esiste una singola soluzione per quanto riguarda l’applicazione dell’LCA nell’ambito del contesto decisionale ma sicuramente è necessario che ogni comunità risolva e decida caso per caso in base agli obiettivi che si è prefissata, ai suoi prodotti, alle strategie, agli strumenti a disposizione e alle spinte esterne.

Si potrebbe pensare ad un documento unico di valenza pari alla relazione tecnica che certifichi l’ingegnerizzazione della sostenibilità dell’intervento attraverso una scala di valori che derivano dalla combinazione dei risultati dell’applicazione dell’analisi del ciclo di vita intersecate con la documentazione inerente la sicurezza, il fascicolo dell’opera, le tecniche costruttive del luogo e altri protocolli di certificazione ambientale dei materiali e del processo. Nella contabilizzazione assume un ruolo fondamentale la contestualizzazione dello studio e la dichiarazione ambientale di prodotto per i materiali da costruzione.

La metodologia LCA

Gli studi che prevedono un’analisi sul ciclo di vita dell’opera comprendono quattro fasi: la definizione dell'obiettivo e del campo di applicazione; l'analisi dell'inventario; la valutazione dell'impatto; l'interpretazione.

Negli studi il concetto dalla “culla alla tomba”, ispiratore della metodologia, può essere caratterizzato ulteriormente: dalla “culla al cancello” ovvero dall’estrazione delle risorse all’uscita dal sito di produzione; dal “cancello al cancello” nonché dall’entrata nel sito di produzione e dall’uscita dallo stesso; a parti specifiche del ciclo di vita come per esempio in merito alla gestione dei rifiuti, i componenti del servizio. Le caratterizzazioni partono dal presupposto che sia definito un sistema di riferimento.

Le svariate applicazioni, di questa metodologia, possono trovare agevolmente posto nelle valutazioni ambientali di piani e opere, nella contabilizzazione degli impatti, nelle valutazioni delle politiche, nelle valutazioni della sostenibilità, nell’analisi del flusso di sostanze e materiali, nella valutazione dei rischi e pericoli da agenti chimici, nell’analisi dei rischi e la gestione di strutture e impianti di trattamento.

I risultati dell’applicazione di questa procedura, di fatto normata dalle tecniche internazionali ISO della serie 14040 Gestione Ambientale – Valutazione del ciclo di vita, emessa dall’Internationl Standard Organization (ISO), approvata dal Comitato Europeo di Normazione (CEN) e recepita dall’Ente Nazionale Italiano di Unificazione (UNI), sono sintetizzati in valori di flussi elementari in entrata (consumi energetici) e in uscita dal sistema in termini di emissioni (es: CO2 equivalente), scarichi nell’acqua o nel suolo, radiazioni. Tali parametri, oggi, rappresentano alcuni degli indicatori che determinano a livello decisionale la realizzazione o meno di un’infrastruttura strategica o di un intervento di riqualificazione ambientale e/o funzionale di interesse rilevante e, in caso di comparazione, danno un valore che faciliti il processo di partecipazione e quindi il processo decisionale.

A livello operativo in commercio sono disponibili diversi software di calcolo che si interfacciano con banche dati europee che ne permettono l’integrazione e la correzione effettuando un vero e proprio inventario/computo. Sono suddivisi per varie fasi tra cui il processo di costruzione, il processo di riciclaggio, le operazioni di trasporto che ne determinano un diagramma a blocchi chiaro e puntuale. Anche per l’analisi degli impatti sono disponibili strumenti di comparazione. Ad esempio, la metodologia IPCC sviluppata dall’Intergovernmental Panel on Climate Change, un’istituzione fondata nel 1988 dall’ONU e dal World Metereological Organization (WMO) con lo scopo di studiare i problemi legati ai cambiamenti climatici su scala mondiale quantifica in termini di CO2 equivalente l’impatto parziale delle singole opere considerandone tutte le fasi di realizzazione che in termini comparativi agevola la valutazione dell’impatto e quindi la scelta tra due opere diverse, in cui si utilizzano materiali-tecniche costruttive.

I materiali per le infrastrutture: la sostenibilità dei prodotti

Appare evidente che l’analisi del ciclo di vita nel computo dei flussi si riconduce a determinati database in cui il singolo materiale costituisce l’input dell’analisi.

Quando in un ragionamento logico si iniziano ad introdurre i materiali e prodotti ci si scontra subito con il mercato e quindi con i concetti di domanda/offerta/concorrenza. A scala europea è intervenuta la commissione cercando di rimuovere gli ostacoli all’innovazione individuando un primo gruppo di sei mercati importanti tra cui l’infrastrutturazione sostenibile e le energie rinnovabili con l’iniziativa “Mercati di Punta per l’Europa” (LMI: Lead Market Initiative for Europe) che ha tra gli scopi di favorire l’emergere di questi mercati introducendo parametri migliorativi negli standards e negli appalti pubblici. L’obiettivo di questa iniziativa è sicuramente l’acquisizione di una coscienza sostenibile da parte del cliente finale, favorendo e accelerando l’accesso degli utenti e delle imprese a prodotti ed infrastrutture con migliore qualità ambientale, passando da un concetto di consegna di una infrastruttura ad una cultura del servizio del fruire. A livello europeo i due organismi di standardizzazione ISO e CEN stanno sviluppando standards per la qualità delle infrastrutture e che sono basati e ispirati dallo stesso principio dell’analisi del ciclo di vita.

Il mercato, ragionando sui tre concetti precedentemente citati, ha visto un incremento di etichette e dichiarazioni ambientali e quindi la necessità di certificazione dei materiali in maniera quanto più oggettiva e quantitativa possibile ad esempio con metodologia EPD (Environmental Product Declaration). Gli elementi portanti di tale metodologia (ISO 21930) sono: l’LCA; il PCR (Product Category Rules) ovvero le regole necessarie per rendere confrontabili gli studi di LCA definite prima dell’approvazione in forma aperta con i soggetti interessati, e le EPD riferite a prodotti di una stessa categoria.

Va ricordato anche che il nuovo Regolamento per i Prodotti da costruzioni – Regolamento 305/2011 introduce nella marcatura CE anche il requisito uso sostenibile delle risorse naturali.

Diversi sono i protocolli in ambito nazionale che affrontano la problematica della sostenibilità per le infrastrutture: il LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) che prevede un sistema a crediti indicativo delle prestazioni ambientali che complessivamente definiscono il punteggio finale dell’infrastruttura; ITACA: anch’esso un protocollo con valutazione a punteggio organizzato in aree di valutazione pesate che nasce con l’obiettivo di certificare gli appalti definendo le procedure per la gestione e l’affidamento tramite l’introduzione di sistemi di qualità nelle procedure amministrative ispirate ai principi delle norme UNI EN ISO e infine la promozione e la diffusione di buone pratiche di sostenibilità per le infrastrutture; il BREEAM (BRE Environmental Assessment Method) è uno dei più diffusi protocolli di valutazione ambientale e nasce per rappresentare la performance ambientale di un infrastruttura ed utilizza un sistema a punteggio supportato da dati concreti e esperienze di campo.

La necessità di integrazione della metologia

Si ritiene che la valutazione della sostenibilità delle infrastrutture con le metodologie succitate necessiti di una integrazione e di una sintesi con la documentazione presente all’interno dei documenti sulla sicurezza dell’infrastruttura e con l’auspicato miglioramento qualitativo del già normato fascicolo dell’opera (Allegato XVI D.Lgs 81/2008), con la certificazione energetica. Le valutazioni e le analisi dei rischi che il D.Lgs 81/2008 ss.mm.ii. rende obbligatorie in ogni cantiere e in ogni luogo di lavoro, assieme ai parametri idrogeologici, climatici, sismici del sito, costituiscono valutazioni aggiuntive e quindi elementi da considerare nella certificazione univoca della sostenibilità dell’opera che ha come parametro in ingresso proprio la dichiarazione ambientale dei materiali e prodotti.

Pertanto le informazioni relative all’analisi dei rischi, ai soggetti coinvolti nella realizzazione dell’opera, all’individuazione degli interventi prevedibili che tengono conto del piano di manutenzione, all’analisi energetica funzione dei materiali e quindi della dichiarazione ambientale di prodotto costituiscono l’input numerico per la certificazione univoca della sostenibilità delle infrastrutture o meglio delle opere d’arti in cui nella valutazione entra anche in gioco la sistemazione dell’area di influenza ambientale con sistemi di cui si andrà a valutare caso per caso la sostenibilità che indirettamente ne garantisca l’inserimento paesaggistico ottimale (fitodepurazione, fotovoltaico, eolico, ecc.).

Inoltre si constata che i vari protocolli si rifanno ad esperienze in altre regioni d’Italia pertanto contestualizzare le banche dati anche alla Regione Siciliana potrebbe costituire un valore aggiunto e una maggiore specificità del dato che renderebbe più oggettive possibili le analisi del ciclo di vita delle infrastrutture e quindi la certificazione della sostenibilità.

Conclusioni

Nell’ambito del presente lavoro è stata effettuata una disamina delle metodologie di analisi del ciclo di vita delle infrastrutture, sono stati analizzati i parametri di input (database europei) ovvero i materiali dichiarati compatibili dal punto di vista ambientale, è stata individuata la necessità di contestualizzare queste banche dati e nello specifico la necessità di integrare le valutazioni di sostenibilità con metodologia LCA e con le informazioni riportati negli elaborati previsti da altre norme in tema di sicurezza ed energia. L’output proposto è un elaborato di valenza pari alla relazione tecnica che certifichi in maniera univoca la sostenibilità dell’opera d’arte.



Bibliografia ragionata

[1] UNI EN ISO 14040: Gestione Ambientale – Valutazione del ciclo di vita – Principi e quadro di riferimento, Ente Nazionale Italiano di Unificazione (UNI), 2006.
[2] D.Lgs 81/2008 - coordinato con il D.Lgs 3 Agosto 2009, n° 106 e ss.mm.ii.
[3] Approfondimenti IPPC 2007. Climate Change 2007. Fourth Assessment Report”The Physical Science Basis” sito web: www.ippc.ch
[4] Approfondimenti protocollo ITACA http://www.itaca.org/appalti+pubblici.asp
[5] Approfondimenti protocollo BREEM http://www.breeam.org/
[6]Approfondimenti protocollo LEED http://www.certificazioneleed.com/
[7] Approfondimenti database europei http://lca.jrc.ec.europa.eu/lcainfohub/databaseList.vm

Fonti Immagini

lunedì 19 settembre 2011

L’infrastrutturazione civile ed ambientale del territorio: la valutazione dell’impatto e la partecipazione al processo decisionale. Iter procedurale.

 Alberto Di Mulo _ Pubblicato su Kore PHD Review 

La scelta di investire in sistemi infrastrutturali come scelta politica, in un contesto economico caratterizzato da una maggiore velocità dei cicli tecnici-economici-sociali, è alla base del processo di sviluppo di un contesto territoriale. Le reti infrastrutturali esistenti nel territorio riconducono a reti che trasportano energia, reti idriche, reti che trasportano gas-petrolio, reti di comunicazione via cavo o via etere, reti trasporto di persone/merci via gomma, ferro-mare-aereo, reti di impianti di trattamento sanitario ed ambientale, ecc.. Infrastrutturare un territorio, di area vasta o relativamente vasta, in maniera organica e con logica sistemica, significa quindi attenzionare la realizzazione e la gestione di queste reti che in ambedue i casi provocano un impatto sulle componenti ambientali in cui l’opera, puntuale o lineare, si inserisce.
Il periodo storico di riferimento e nello specifico il 2010, per effetto della legge obiettivo 443/2001 che individua le opere di interesse strategico e di rilevante interesse nazionale, è stato configurato come anno cerniera tra un decennio che va dal 2001 al 2010, del “fare” ed un decennio, il futuro che va dal 2010 al 2020, del “fruire”. L’approccio alla pianificazione di queste grandi opere pubbliche ha visto un’impostazione procedurale, in cui il confronto e la condivisione, è fissata dalle Intese Generali Quadro tra Stato e Regioni, previste dal decreto legislativo 163/2006.
Più un’opera o un insieme di opere sono strategiche per lo sviluppo di un paese, maggiore sarà l’importanza attribuita e maggiore sarà il livello di dettaglio e approfondimento richiesto agli studi ambientali. Di fatto, le recenti norme in tema ambientale introdotte a livello statale come ad esempio il D.Lgs 152/2006 così come modificato dal D.Lgs 4/2008, introduce il concetto di consultazione definito dell’ art.5 come: “l’insieme delle forme di informazione e partecipazione, anche diretta, e del pubblico interessato nella raccolta dei dati e nella valutazione di piani e programmi”.
La realizzazione di un’infrastruttura in un determinato contesto territoriale con determinati scenari passati, presenti e attesi suscita nella popolazione sentimenti di vario genere in base alle esigenze di quel territorio e in funzione delle problematiche risolte e/o create. Risulta pertanto necessario normare, o meglio governare, il processo di partecipazione ai vari livelli di pianificazione/progettazione fissando il ruolo dei cittadini, delle associazioni di categoria, dei sindacati, e cercando di essere consapevoli del fatto che la decisione finale non può non essere presa da chi onora la propria intelligenza con competenza e professionalità che, una volta sentite tutte le esigenze degli attori non istituzionali, interpreti il ruolo di “mediatore (infra)-strutturale” e trovi la soluzione migliore dal punto di vista tecnico-economico-ambientale, per lo sviluppo e/o stallo di quel territorio.

Procedure per la Valutazione Ambientale Strategica (VAS), per la Valutazione di Impatto ambientale (VIA) e per l’autorizzazione ambientale integrata (IPPC)

Il D.Lgs 152/2006 (Testo unico ambientale), la cui finalità primaria è la promozione dei livelli di qualità della vita umana, da realizzare attraverso la salvaguardia ed il miglioramento delle condizioni dell’ambiente e l’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, pone le fondamenta ad una progettazione pianificata e sostenibile delle infrastrutture o dell’insieme di infratture a vari livelli disciplinando di fatto nella parte seconda, le procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione di impatto ambientale (VIA) e per l’autorizzazione ambientale integrata (IPPC).
Le norme di riferimento a livello comunitario, per le valutazioni, sono la direttiva 2001/42/CE e la direttiva 85/337/CEE. Quest’ultima è stata integrata e modificata con le direttive 97/11/CE, la direttiva 2003/35 CE e la direttiva 96/61/CE. L’obiettivo è quello di garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente, contribuire all’integrazione di considerazioni ambientali nelle fasi di elaborazione, di adozione e approvazione di determinati piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile, di promuovere l’utilizzo della valutazione ambientale nella stesura dei piani e dei programmi statali, regionali e sovracomunali e assicurare che venga comunque effettuata la valutazione ambientale dei piani e programmi che possono avere effetti significativi sull’ambiente.
Gli obiettivi definiti dalle direttive sono: garantire il pieno recepimento delle direttive comunitarie in materia di valutazione ambientale, semplificare le procedure di impatto che dovranno tenere conto del rapporto costi-benefici del progetto dal punto di vista ambientale, economico e sociale, introdurre un sistema di controlli idoneo ad accertare l’effettivo rispetto delle prescrizioni impartite in sede di valutazione, favorire la partecipazione del pubblico nell’elaborazione di programmi in materia ambientale, garantire il termine delle procedure in tempi certi, introdurre meccanismi di coordinamento tra la procedura di impatto ambientale e quella di valutazione strategica ed adottare misure di coordinamento tra le procedure di VIA e quelle di riduzione integrate dell’inquinamento (AIA) nel caso di impianti sottoposti ad entrambe le procedure, al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni. Risulta essenziale ricordare che i piani adottati senza la previa valutazione ambientale, ove prescritta, sono nulli, pertanto costituisce presupposto o parte integrante del procedimento ordinario di autorizzazione o approvazione.
L’iter procedurale di una valutazione strategica dettato dall’art. 11, comma 1 del D.L.vo n. 152 del 03/04/2006 e s.m.i., prevede le seguenti fasi: l’elaborazione del rapporto preliminare e del rapporto ambientale (art. 13); lo svolgimento di consultazioni (art. 14); la valutazione del rapporto ambientale e gli esiti delle consultazioni (art. 15); la decisione (art. 16); l’informazione sulla decisione (art 17); il monitoraggio (art. 18).
Quindi, l’autorità procedente[1] inoltra richiesta di compatibilità ambientale all’autorità competente[2] al fine di ottenere il giudizio di compatibilità ambientale[3] presentando un rapporto preliminare[4] e ambientale che a seguito della sua valutazione e degli esiti della consultazione dei soggetti competenti in materia ambientale[5] nonché del pubblico interessato[6] determinano la decisione. L’informazione della decisione e le modalità di monitoraggio sono le fasi successive.
Infine, nel caso di opere di impatto ridotto può essere opportuno attivare una fase preliminare[7] o una procedura di verifica preventiva[8].

Sull’approccio alla partecipazione

Un processo di partecipazione non ha necessità di esistere se finalizzato alla costruzione “drogata” e plasmata del consenso popolare per la quale la presentazione di osservazioni o proposte ad un piano urbanistico che tenga conto dei principi di sostenibilità ambientale sono finalizzate a garantire il processo di partecipazione previsto dalle recenti norme in tema ambientale. Tale strumento acquisisce legittimità se orientato ad una costruzione “cosciente” del consenso perché la definizione contestuale degli obiettivi e delle strategie permette anche di risolvere uno o più problemi rilevanti per le amministrazioni pubbliche a vari livelli ed evitare tensioni sociali. In prima analisi sono stati individuati due tipologie di approcci decisionali: approccio dal basso verso l’alto (botton-up) e approccio dall’alto verso il basso (top-down). L’analisi delle politiche effettuata all’interno della guida per i decisori, ha evidenziato l’esistenza di ulteriori due approcci decisionali antitetici: 1) un approccio razionale ed analitico che conduce alla “giusta” decisione e, un approccio meno organizzato denominato approssimativo, in cui gli obiettivi non sono mai specificati, i rimedi sono adottati solo quando sono necessari e le decisioni vengono prese a seguito di scontri tra gruppi di potere.
La guida per i decisori suggerisce inoltre, tre tipi di approcci: 1) quella ispirato ad una visione, di solito del leader o dell’amministratore, 2) quello basato su un piano e quindi su obiettivi e strategie e 3) quello basato sul consenso popolare.
Si riporta di seguito qualche altro metodo individuato che recepisce e integra questi approcci.
Il metodo EASW – (European Awarness Scenario Workshop)
È un metodo Danese adottato dalla commissione europea per stimolare la progettualità partecipata, negoziata, consensuale e dal basso che invita la popolazione a interrogarsi sui possibili obiettivi. Il metodo individua tre fasi: lo sviluppo di scenari, la mappatura degli stakeolder e dell’organizzazione locale, lo sviluppo delle visioni e l’organizzazione delle idee.
Il metaplan
Il metodo Metaplan, basato sulla raccolta di opinioni dei partecipanti al processo e la loro successiva organizzazione in blocchi logici fino alla formulazione di piani di azione in cui sono evidenziate problematiche rilevate e possibili soluzioni, è stato donato alla comunità negli anni 70 grazie al lavoro di Wolfgang ed Eberhard Schenelle.
L’appreciatire inquiri
Un metodo americano che cerca di dirigere l’intelligenza collettiva sui campi più pregni di motivazione cercando di leggere il cambiamento che interessa le organizzazioni e le comunità. Si tratta di un’intervista di valutazione suddivisa in quattro fasi: 1) discovery, nonché la comprensione del successo in termini caratteristici e causali; 2) dream, lo sviluppo di una vision che tende a valutare i successi già raggiunti, pensare a prospettive future, e puntare ad un pieno utilizzo del potenziale esistente; 4) Design, la vision ha un seguito in funzione dei patner individuati, alle interazioni possibili e alle condizioni esterne fondamentali; destinity, ovvero le finalità e le misure necessarie al raggiungimento della visione.

Le barriere della popolazione alla realizzazione delle grandi opere

Sicuramente occorre capire le tipologie di resistenze, alcune volte anche strumentali, e le motivazioni per cui la popolazione si oppone alla realizzazione di una grande infrastruttura/impianto.
Gli acronimi inglesi NIMBY (ENG:Not in my backyard - ITA: non nel mio cortile), BANANA (ENG:Build absolutely nothing anywhere near anyone - ITA: non costruire assolutamente nulla in prossimità di luoghi e persone) e NOPE (ENG: Not on planet hearth – ITA:non sul cuore del pianeta), danno un’idea e un indirizzo su quello che può essere la reazione della collettività in un approccio dall’alto ad esempio per la realizzazione di un impianto di smaltimento dei rifiuti o di una linea a mobilità veloce.
Complessivamente le barriere si possono classificare in quattro categorie: barriere legali ed istituzionali, barriere politiche e culturali, barriere finanziarie, barriere pratiche e tecnologiche.

Conclusioni

Nell’ambito del presente lavoro si sono voluti evidenziare in maniera sintetica i principi degli strumenti ambientali e le principali figure istituzionali e non coinvolte nel processo decisionale per la realizzazione di grandi opere o piani nonché si è descritto qualche strumento utilizzato/utilizzabile per una partecipazione popolare e quindi per una pianificazione/progettazione consensuale.

Bibliografia consultata

[1]Anthony D. May et al, Commissione Europea 5th Framework, 2003 - Guida per i decisori- Strategie sostenibili di trasporto ed uso del territorio.Institute for transport Studies, University of Leeds.
[2]Federico G.A. Vagliasindi, 2008 - Valutazione della prestazione dei servizi di igiene urbana: passato, presente e futuro. Atti incontro di studio. La gestione dei rifiuti solidi in Sicilia: problemi e prospettive.
[3]Ercole Incalza, 2011-La legge obiettivo per un nuovo processo pianificatorio e per una valutazione degli investimenti. Atti seminario Università Kore di Enna.





Note:
[1] L’ente o la pubblica autorità cui compete l’adozione di un piano o programma o, in genere, che ne richiede l’approvazione, nonché l’ente o la pubblica autorità che prende l’iniziativa relativa a un progetto pubblico e il soggetto che richiede l’autorizzazione relativa ad un progetto privato.
[2] L’amministrazione cui compete, in base alla normativa vigente, l’adozionedi un provvedimento conclusivo del procedimento o di una sua fase
[3] L’atto con il quale l’organo competente conclude la procedura di valutazione ambientale strategica o di valutazione di impatto ambientale
[4] Lo studio tecnico scientifico contenente l’individuazione, la descrizione e la valutazione degli effetti significativi che l’attuazione di un determinato piano o programma potrebbe avere sull’ambiente, nonché delle ragionevoli alternative che possono adottarsi in considerazione degli obiettivi e dell’ambito territoriale del piano o del programma.
[5] Le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici che, per le loro specifiche competenze o responsabilità in campo ambientale, possono essere interessate agli impatti sull’ambiente dovuti all’attuazione dei piani, programmi o progetti.
[6] Il pubblico che subisce o può subire gli effetti delle procedure decisionali in materia ambientale o che ha un interesse in tali procedure; le organizzazioni non governative che promuovono la protezione dell’ambiente e che soddisfano i requisiti previsti dalla normativa statale vigente, nonché le rappresentanze qualificate degli interessi economici e sociali presenti nel consiglio economico e sociale per le politiche ambientali (CESPA), si considerano titolari di siffatto interesse.
[7] Il procedimento che precede la presentazione del progetto, attivato allo scopo di definire, in contraddittorio tra autorità competente e soggetto proponente, le informazioni che devono essere fornite nello studio di impatto ambientale
[8] Il procedimento preliminare, che precede la presentazione della proposta di piano o programma, oppure la presentazione del progetto, attivato allo scopo di definire se un determinato piano o programma debba essere sottoposto a valutazione ambientale strategica , oppure se un determinato progetto debba essere assoggettato alla procedura di valutazione di impatto ambientale.